DOMANDE SUL TEST DI BIODIAGNOSTICA GIOVANNINI


Perché dovrei effettuare un esame di BioDiagnostica Giovannini® anche se mi sento in forma?

Perché non è sempre vero che un apparente stato di benessere sia segno di buona salute. Anche se sto bene, se mi sento “in forma” porto con me rischi e propensioni alla malattia. Il mio organismo è una macchina che, come tale, non è esente da possibili guasti o “difetti di fabbrica”. Non devo mai trascurare la probabilità che per quanto in superficie non si manifestino sintomi di alcun fastidio o malessere, nel profondo possa covare infiammazioni, infezioni, degenerazioni cellulari pronti ad emergere. La migliore arma di cui sono dotato per combattere una malattia non è attaccarla, nemmeno quando è agli inizi della sua evoluzione, bensì prevedere dove potrebbe attecchire ed impedire che possa farlo, mantenendo il mio organismo equilibrato e scevro da qualsiasi propensione a maturare patologie. Se sono un paziente sano, sono il paziente più adatto a questo tipo di esame, perché posso raccogliere i dati necessari per conoscere tutte le possibilità che ho per evitare di ritrovarmi improvvisamente malato.


Ho già avuto un cancro, l’esame di BioDiagnostica Giovannini® potrebbe essermi di qualche utilità?

Se ho già combattuto e debellato un tumore e sto seguendo le normali procedure di prevenzione, o se lo sto ancora combattendo con chemioterapia o radioterapia, l’esame di BioDiagnostica Giovannini® è un ottimo strumento per supervisionare la mia situazione: può disegnare il quadro generale che sto vivendo, aiutandomi a capire se e a quali livelli sono propenso a sviluppare una nuova forma tumorale. L’esame mi darà la possibilità sia di monitorare l’area già colpita, dove le cellule hanno già intrapreso un percorso degenerativo, sia di prevedere (e quindi prevenire) in che modo potrebbe formarsi un nuovo caso di malattia. Quando un terreno è già stato minato in modo grave, conserva l’intrinseca potenzialità di riammalarsi, pertanto è importante capire verso quale direzione patologica andrà un nuovo eventuale focolaio.


Con quale frequenza è bene ripetere l'esame di BioDiagnostica Giovannini®

Una volta effettuato un primo test conoscitivo, saranno gli esiti a stabilire la frequenza con cui il paziente dovrà sottoporsi ad ulteriori controlli. In caso di buon terreno cellulare, privo di alterazioni e squilibri di notevole entità, è buona abitudine comunque ripetere il test una volta all'anno: è necessario infatti esaminare se e come i valori sono mutati sotto l'effetto del tempo, dell'inquinamento, dell'alimentazione, dello stile di vita e del "vissuto" (che comprende, purtroppo, eventuali traumi, dispiaceri, esperienze negative che inevitabilmente condizionano il nostro benessere), di eventuali patologie occorse nel frattempo. Se invece il primo test mostra subito esiti passibili di ulteriori indagini e terapie, il soggetto potrà ripresentarsi, a discrezione del medico, dopo un mese per un'Emodiagnostica Microscopica o un prelievo ed analisi del liquido organico che aveva rivelato alterazioni ai valori ideali. 


Ho dei dubbi sulla scientificità del test BioDiagnostica Giovannini®. 

Il test bioelettronico è altamente scientifico ed oggettivo. Si tratta infatti di prelievi, misurazioni ed analisi dei tre fluidi organici fondamentali del mio corpo, sangue, saliva e urina. I dati che emergono e vengono elaborati per disegnare il mio terreno biologico, sono riferiti esclusivamente ai miei valori bioelettronici, alla base della vita di qualunque cellula, prelevati dal mio organismo in quel determinato momento della mia vita. Non si basano su protocolli o grafici generici, studiati sulla media dei valori di pazienti del mio stesso sesso, della mia stessa età, della mia stessa anamnesi medica. Sono raccolti dalla mia persona e si riferiscono solo a me. Pertanto, quadro biologico ed eventuale terapia di prevenzione o monitoraggio che ne seguono, rappresentano la mia personale situazione. 


Quanto tempo devo investire per eseguire un test di BioDiagnostica Giovannini®?

Basta un'ora, al mattino. Il medico preleva fluidi e relativi valori che vengono elaborati da un software per tracciare i grafici. Il paziente può in seguito andare a fare colazione, dopodiché viene effettuato un nuovo test sulle urine ed eventualmente sulla saliva. Se invece si vuole effettuare il test bioenergetico, di complemento a quello di base, serve un’intera giornata a disposizione del medico: vengono effettuati test dei fluidi in altri tre diversi momenti della giornata oltre al mattino presto, per raccogliere i dati corrispondenti ai bioritmi degli organi.



DOMANDE SUL CENTRO MEDICO

Sono disabile, posso accedere al centro medico in autonomia?

Il centro medico è dotato di due ingressi. Qualora il disabile si presentasse ad una visita da solo, è pregato di voler informare anticipatamente la segreteria: saremo lieti di indicare al paziente l'accesso facilitato e di accompagnarlo fino all'ingresso. All'interno del centro troverà un ampio ascensore per raggiungere il primo piano, porta d'ingresso ad apertura automatica, una reception dotata di piano d'appoggio ribassato, ampi spazi di manovra sia nell'area di attesa che negli studi medici ed una toilette riservata dotata di servizi su misura.